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MUSICA 432 Hz

Questa particolare frequenza, detta anche ACCORDATURA AUREA ha il potere di favorire la NATURALE VIBRAZIONE INTERIORE dell’UOMO che consente di ritrovare il proprio equilibrio, in stretto legame con natura e universo. Banalmente vi basterà guardare come l’elemento più puro in natura, L’ACQUA reagisce a questo suono. Tutte le nostre composizioni sono a 432 Hz a differenza della normale musica in commercio tutta a 440 Hz… SHOP

SCIENZA CIMATICA
Nel fantastico video che vi propongo, potete non solo sentire il suono della musica, ma anche vederlo. Il principio per cui le onde sonore propagandosi nell’aria influenzano anche la materia, è visibile  con dei semplici esperimenti ed è una vera e propria scienza, chiamata cimatica. La Cimatica e’ la scienza che studia le forme prodotte dalle onde ossia dalle frequenze che possono essere sonore vibratorie, elettromagnetiche, ecc. Puo’ determinare vibrazioni recepibili anche 

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dal DNA….con possibilita’ di riprogrammarlo. La Cimatica è una scienza vecchia come il mondo, se ne parla gia’ nei testi Veda. L’UniVerso e’ UN TUTT’UNO energetico manifestato da Vibrazioni. Tutta la creazione è una sinfonia di suoni, di vibrazioni, in cui le singole parti si inseriscono attratte dalla risonanza con i suoni simili. Il musicista e fisico tedesco Ernst Chladni nel XVIII secolo, continuando gli studi di Galileo Galilei e Robert Hooke nel 1600,  osservò che le vibrazioni causate su una lastra o su di una membrana (come può essere quella creata dalla tensione superficiale dell’acqua), possono essere visualizzati. Nel caso di una superficie con caratteristiche meccaniche omogenee,  cospargendo la superficie vibrante con farina o sabbia fine, questa si sposta per effetto della vibrazione e si accumula progressivamente nei punti della superficie in cui la vibrazione è nulla. Le figure così ottenute (con l’ausilio di un archetto di violino che sfregava perpendicolarmente lungo il bordo di lastre lisce ricoperte di sabbia fine) sono tuttora designate con il nome di “figure di Chladni”.  Nel 1967 il medico svizzero Hans Jenny nei suoi esperimenti poneva sabbia, polvere e fluidi su un piatto metallico collegato ad un oscillatore che produceva un ampio spettro di frequenze. La sabbia o le altre sostanze si organizzavano in diverse strutture caratterizzate da forme geometriche tipiche della frequenza della vibrazione emessa dall’oscillatore, molto simili ai mandala. Imponendo una vocalizzazione in antico sanscrito come l’OM (Aum), conosciuto dagli induisti e buddhisti come il suono della creazione e corrispondente al Verbo, la sabbia  rispondeva alle vibrazioni sonore generando un cerchio con un punto centrale, simbolo con il quale antiche popolazioni indiane rappresentavano lo stesso mantra OM. E LE NOSTRE CELLULE? Ma se le onde sonore e le loro differenti frequenze influenzano la materia in questo modo, cosa succede alle nostre cellule, composte in massima parte da acqua, quando vengono in contatto con certe frequenze sonore? Il professor Herbert Fröhlich nei suoi trattati definì che l’oscillazione fondamentale delle membrane cellulari avviene a frequenze dell’ordine di 100 GHz e che, poiché le membrane cellulari sono composti di materiali dielettrici, una cellula si comporta come un risonatore dielettrico: le applicazioni di alcune frequenze di dispositivi di generazione di frequenza possono migliorare o interferire con la risonanza cellulare e creare modifiche nella struttura dell’acqua all’interno di una cellula, e alcune teorie ipotizzano che influenzino anche il DNA. I l’acqua presente nei tessuti sani ha un struttura differente da quella dei tessuti malati, quindi i medici che riconoscono questo fatto utilizzano alcuni tipi di musica, canti, diapason o campane tibetane come terapia. Altri ricercatori, come Fabien Maman ritengono che le cellule cancerose e quelle sane conducano le frequenze sonore in modo differente e che queste le possano influenzare.

IL DOTT. NADER BUTTO CI PARLA DELLA CAPACITA’ CHE LA MUSICA POSSIEDE NELL’INFLUIRE SUL PROCESSO DI GUARIGIONE.

Nader Butto nato a Nazareth (Israele), si è laureato in medicina a Torino nel 1983, si è specializzato in cardiologia in Israele. Dal 1995 ha seguito per dieci mesi in Francia uno stage di cardiologia invasiva, in particolare 

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cardiologia angioplastica coronaria; nei due mesi successivi ha frequentato a Milano il centro Columbus per completare la sua preparazione nella ultrasuoni intracoronarica. Nel 1998 è stato a Phoenix(Arizona U.S.A.) per la specializzazione in angioplastica carotidea. Attualmente lavora nel reparto di cardiologia al Centro MedicoRabin a Petah Tikva (Israele) come cardiologo specialista in angioplastica coronaria. Attraverso una lunga ricerca dell’anima umana ha sviluppato un suo personale metodo, “Dynamic Energy” che integra medicina convenzionale con delle discipline millenarie orienali basate sul modello energetico ed aggiunge l’aspetto psicologico come radice delle alterazioni patologiche fisiche. Su questo argomento tiene conferenze e seminari in Spagna, Germania, Italia, Israele. In questo video condivide la sua esperienza di vita

LA CANZONE TOP PER SENTIRSI BENE? E “DON’T STOP ME NOW” DEI QUEEN

Il motivo? Ritmo elevato, scala musicale giusta e testo positivo. Per questo migliora l’umore e dà la carica. «Dancing Queen» degli Abba e «Good Vibrations» dei The Beach Boy si piazzano al secondo e terzo posto di questa particolare classifica

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Ha 37 anni di vita, ma la canzone «Don’t stop me now» dei Queen sembra avere ancora tutta l’energia giusta per «dare la carica», migliorare l’umore. Un’analisi condotta da Jacob Jolij, studioso di neuroscienze cognitive dell’Università di Groningen, nell’ambito di un progetto con il marchio di elettrodomestici inglese Alba, la mette infatti al primo posto tra le canzoni degli ultimi 50 anni che fanno stare bene. A seguire, su un totale di 126 canzoni, «Dancing Queen» degli Abba e «Good Vibrations» dei The Beach Boys, ma anche «Uptown girl» di Billie Joel e «Eye of theTiger» dei Surviror. A spiegare il primo posto della canzone dei Queen, ingredienti come un testo positivo, ritmo sostenuto e la chiave musicale giusta, elementi utilizzati da Joij per realizzare la formula matematica della canzone perfetta per “dare la carica” . «Testi con temi legati alle feste, alle vacanze, naturalmente ci ricordano momenti felici, mentre un ritmo elevato, di 150 battute al minuto, anche inconsciamente innesca un senso di energia» spiega l’esperto. Anche la chiave musicale è importante: suoni legati alla terza scala maggiore risultano gradevoli alle nostre orecchie, qualcosa che associamo con la fiducia. «Combinando questi ingredienti – conclude Jolij – si ha la formula della canzone perfetta», sebbene poi la scelta sia comunque soggettiva. (ANSA).

 

IN CHE LINGUA E’ CANTATA LA COLONNA SONORA DE “IL GLADIATORE” ?

Quanti di voi conoscono questa canzone? Sicuramente tantissimi, visto il successo del film a cui questa traccia è legata. Il film è ovviamente Il gladiatore diretto da Ridley Scott, interpretato da Russell Crowe e Joaquin Phoenix. Molti fanno l’errore di attribuirla ad Enya, mentre in realtà

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 è stata composta da Hans Zimmer e la canta la fantastica Lisa Gerrard, che nel 2001 vinse assieme a Zimmer il Golden Globe per la migliore colonna sonora. Quante volte l’avete ascoltata? E quante volte l’avete… cantata? A proposito: ma vi siete mai chiesti in che lingua sia cantata questa canzone? Inglese, forse? Spagnolo? Qualche lingua orientale? In realtà questo brano è cantato dall’inizio alla fine con parole totalmente inventate non riconducibili a nessun linguaggio umano né artificiale. Tutte le “parole” di questa canzone sono solo “suoni”. La cantante, Lisa Gerrard, ha affermato che questo brano è fatto per far scaturire sentimenti attraverso i suoni delle parole e non il significato che esse racchiudono. Ed adesso che lo sapete, riascoltatela: vi farà tutto un altro effetto!

IL SUONO DEI PIANETI

L’affascinante tema dell’Armonia delle Sfere è stato proposto da importanti filosofi a partire da Pitagora. Ora la NASA con i segnali inviati da sonde spaziali come la Voyager 1 ci dimostra che qualcosa di vero in effetti c’è: i pianeti suonano! Che l’Universo sia basato su vibrazioni e che queste siano poi riconducibili a suoni è ormai quacosa di assodato, almeno toricamente. Fino ad oggi non abbiamo potutto sentire con i nostri orecchi come suona lo spazio, ma ora laNASA e i suoi scienziati hanno prodotto file audio dai pianeti del sistema solare. Come hanno fatto? Molti segnali radio inviati dalle sonde spaziali sono simili a onde audio

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(wave), in quanto la forza del segnale radio è simile al volume. Vi sono poi variabili di frequenza e lunghezza d’onda che si somigliano per entrambe le onde, e d’altro canto ho già scritto più volte del fatto che non c’è poi così tanta differenza tra onda elettromagnetica e onda acustica. In ragione di queste somiglianze, gli scienziati alcune volte trasformano il segnale radio che ricevono in audio per comprenderlo meglio. Questo metodo è chiamato “data sonification“. Su You Tube, e in generale su internet, sono disponibili molti video o file audio di queste conversioni, ma non sono tutte originali purtroppo. Vi consiglio perciò di stare bene attenti alle fonti. In fondo all’articolo vi allego alcuni link utili per sapere di più do queste affascinanti versioni audio del cosmo, nonché qualche video più attendibile.

LE PAROLE E LE FREQUENZE POSSONO INFLUENZARE E RIPROGRAMMARE IL DNA  

Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali. Solo il 10% del nostro DNA

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viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA rottame”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie! Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione. I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell’apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base. Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente. Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA. (Per essere breve, qui farò solo un riassunto. Per maggiori informazioni, per favore, andate all’appendice finale di questo articolo). La linea finale è stata: “I cromosomi vivi funzionano come computer “solitonici/olografici” usando la radiazione laser del DNA endogeno”. Questo significa che hanno fatto in modo di modulare certi modelli di frequenza con un raggio laser e con questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in questo modo, l’informazione genetica stessa. Siccome la struttura base delle coppie alcaline del DNA e del linguaggio (come si è già spiegato) sono la stessa struttura, non si rende necessaria nessuna decodificazione del DNA. Uno semplicemente può usare parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è stato anche provato sperimentalmente. La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate. Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E’ del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici. Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA! In quel modo, l’informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l’ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo! Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell’arcaico processo d’ablazione! Questo esperimento punta all’immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline. I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente. Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza. La persona deve lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza. Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c’è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così “cunicoli” magnetizzati! I “piccoli buchi” sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate). Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell’universo, attraverso i quali si può trasmettere l’informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti di informazione e li passa alla nostra coscienza. Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e l’intelletto iperattivo impediscono il successo dell’ipercomunicazione o ne distorcono completamente l’informazione rendendola inutile. In Natura, l’ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in “organizzazioni stato” di insetti lo prova drammaticamente. L’uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più sottile come “intuizione”. Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso. Un esempio in Natura. Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione. Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma. Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i “piani di costruzione” anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva. Nell’uomo l’ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un’informazione che è fuori dalla propria base di conoscenze. A quel punto questa ipercomunicazione viene sperimentata e catalogata come un’ispirazione o intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini, per esempio, una notte sognò che il diavolo si sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del Trillo del Diavolo. Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una situazione nella quale era connesso ad una specie di CD-ROM di conoscenza. Gli veniva trasmessa conoscenza verificabile da tutti i campi immaginabili e alla mattina poteva ricordare. Era tale la valanga di informazioni che sembrava che di notte gli trasmettessero tutta una enciclopedia. La maggior parte delle informazioni era fuori dalla sua base di conoscenze personali e arrivava a dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente niente. Quando avviene l’ipercomunicazione, si possono osservare fenomeni speciali nel DNA, così come nell’essere umano. Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA con luce laser. Nello schermo si è formato un modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il campione di DNA, i modelli di onda non sono scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di controllo hanno dimostrato che il modello proveniva ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma. Si presume che l’energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i “cunicoli”. La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell’ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata. In presenza dei quali i dispositivi elettronici, come attrezzature per CD e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l’atmosfera e l’energia dell’ambiente più frustante è che in quel preciso istante l’attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare. Il riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità totale che però il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione. Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l’energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. Gli effetti collaterali più frequenti nell’ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l’apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto. Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l’ipercomunicazione. Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza. Senza un’individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali. L’ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa. I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva. Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma l’impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (p. e. maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d’inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l’energia del pianeta. Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza. Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo. Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s’innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero. Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della terra queste sfere vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà. Anche la scienza “ufficiale” conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma. L’articolo intero (in inglese) si può trovare sulla pagina www.fosar-bludorf.com (Kontext – Forum for Border Science). Su questa pagina è anche possibile contattare gli autori. Nel suo libro “Vernetzte Intelligenz” (Networked Intelligence: Intelligenza trasmessa dalla rete), Grazyna Gosar e Franz Bludorf spiegano queste connessioni chiaramente e precisamente. Gli autori citano anche fonti supponendo che in tempi primitivi l’Umanità, come gli animali, è stata fortemente connessa alla coscienza gruppale e agiva come gruppo. Tuttavia, per sviluppare e sperimentare l’individualità, noi umani abbiamo dovuto dimenticare l’ipercomunicazione quasi completamente. Ora che siamo abbastanza stabili nella nostra coscienza individuale,possiamo creare una nuova forma di coscienza gruppale, concretamente una, quella in cui abbiamo accesso a tutte le informazioni per mezzo del nostro DNA senza essere forzati o controllati a distanza rispetto a quello che dobbiamo fare con quell’informazione.

IL BENESSERE PASSA DALL’AMBIENTE LAVORATIVO 

Se esiste un luogo in cui sappiamo, nostro malgrado, tirare fuori il meglio ma anche il peggio di noi, quello è sicuramente il nostro ambiente di lavoro. Siamo certi che per favorire la prima parte e tirare fuori il meglio ci siano delle condizioni favorevolic he facilitino questo processo, che MOLTE volte passa inevitabilmente dal “rumore” che tutto il giorno si sente o non si sente, ecco perchè il fondo a questo articolo vi diamo i nostri consigli in musica..

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Come qualsiasi altro ambiente, anche quello lavorativo infatti può contribuire al nostro benessere, ma anche influenzarci in modo assolutamente negativo. Presi da dettagli circostanziali dell’ambiente o anche dal nostro desiderio di primeggiare, è chiaro che il luogo nel quale trascorriamo la metà della nostra vita, crei dei cambiamenti nel nostro umore ed influenzi le nostre giornate. In un ambiente di lavoro grigio, sovraffollato, impersonale ma anche scomodo, è facile sentirsi sopraffatti da impotenza e un senso marcato di frustrazione. Nonostante ciò, esistono comunque degli accorgimenti ai quali ricorrere per far si che il nostro ambiente di lavoro migliori e che non risulti ai nostri occhi deprimente e triste. Se si svolge un lavoro potenzialmente pericoloso, sarà necessario adottare tutte le misure di sicurezza necessarie: è il caso per esempio dei lavori in fabbrica, per i quali seguire le norme di sicurezza per l’utilizzo di macchinari ed attrezzi è sempre consigliabile. Evitare gli accorgimenti che possano in qualche modo risparmiare tempo sottoponendovi però a eventuali rischi, sarebbe sconsigliabile. Per chi non ne fosse ancora consapevole, esistono anche altri rischi connessi al mondo del lavoro. Anche il lavoro d’ufficio, per esempio non ne è privo. Come vincere i fattori nocivi e vivere un ambiente di lavoro salubre Innanzitutto un’areazione adeguata è ciò che si dice vitale per un ufficio: può infatti aiutare a controbilanciare gli effetti dell’affollamento così come del fumo e soprattutto la formazione dell’elettricità statica, della polvere e anche del vapore che viene emesso dalle sostanze chimiche. L’aria naturale è sicuramente più salutare dell’aria viziata o, peggio, dell’aria condizionata che non di rado è fonte dei cosiddetti malesseri d’ufficio come sinusiti, prurito agli occhi, gola secca, mal di testa ed affaticamento. Aprire le finestre di un ufficio con quanta più regolarità possibile, è una buona regola ma se proprio non è possibile farlo, allora mantenere l’aria ad una temperatura costante che non superi i 20 gradi, è un ottimo metodo per aumentare l’umidità e non seccare l’aria. La soddisfazione derivante da un buon ambiente di lavoro Aldilà di questi accorgimenti, sussistono ovviamente anche singolari e personali propensioni a collaborare, affinché si possa beneficiare di un ambiente lavorativo sano e soddisfacente. Non esistono solamente fattori di rischio o di inquinamento che possono in qualche modo minare il nostro benessere mentre siamo sul posto di lavoro. Anche un atteggiamento positivo può aiutare a sentirsi soddisfatti. Creare sinergie con i colleghi, al fine di sviluppare nuove idee, essere onesti e generosi offrendo le proprie competenze ai colleghi, essere partecipativi e promuovere questa filosofia lavorativa sono tutti dettagli importantissimi per beneficiare del benessere anche a lavoro. Sottovalutare che il cambiamento del nostro atteggiamento possa produrre effetti sorprendenti, è quanto di meno utile si possa fare.

– LA NOSTRA MUSICA PER AMBIENTI – 

DEPRESSIONE: CURARLA CON LA MUSICA E’ POSSIBILE !

La musica, in ogni forma e genere, sembrerebbe riuscire ad alleviare la depressione nei bambini e negli adolescenti. Sono davvero tanti gli studi che cercano di spiegare come questo sia possibile, e se effettivamente esistono delle correlazioni scientifiche che spiegano ciò. Tra tante ricerche fatte nel mondo, spicca

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 quella del Queen University di Belfast, in cui gli esperti hanno scoperto che bambini ed adolescenti affetti da depressione possono migliorare la loro condizione, e accrescere perfino la propria autostima, dopo aver ricevuto una singola seduta di musicoterapia, ovviamente rispetto a tutti coloro che non l’hanno ricevuta. Ecco quindi che sono state ideate le sedute di musicoterapia, ma ci le applica è un esperto, non si possono fare sedute di musicoterapia improvvisate da amici e parenti, anche se a quel punto converrebbe restare vicini agli amici che soffrono di depressione. E’ stato condotto uno studio su 250 tra bambini e ragazzi giovani, tutti in cura per poter alleviare i problemi relativi alla depressione, ed i risultati con le sedute di musicoterapia sono stato interessanti.  E’ tuttavia importante non usare mai l’espressione di depressione a chi ne soffre, o chi ne potrebbe soffrire (magari sta attraversando un brutto momento passeggero, che potrebbe sfociare in un periodo veramente triste in caso di mancato supporto di chi dovrebbe stargli vicino), ma bisogna subito individuare i sintomi, perchè non tutti quello che vengono chiamati depressi lo sono realmente. La musicoterapia sta prendendo sempre di più piede anche in Italia, con corsi per chi vuole specializzarsi in questo settore.

MUSICA E CELLULE: come i suoni le modificano e quali sono i benefici

Siamo esseri musicali perché la sostanza stessa che forma l’universo è musica, una musica già a disposizione per ispirare e servire attraverso la sua vibrazione…

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siamo musica nel profondo, nella più piccola particella del nostro essere, siamo musica nel nucleo del DNA e nella struttura molecolare”. Fabien Maman E’ ormai un dato di fatto che la musica ha un effetto rigenerante sul nostro cervello, come confermato da numerose ricerche scientifiche. Secondo alcuni studi essa attiverebbe determinate aree cerebrali adibite al movimento, tant’è vero che alcuni ricercatori sostengono sia nata per indurci a muoverci insieme, comportamento strettamente correlato all’altruismo e alla solidarietà. Più in generale essa è fonte privilegiata di piacere, in grado di stimolare il rilascio di dopamina nel cervello. E a quanto pare capace di condizionare il nostro umore più delle parole grazie alla simultanea attivazione di numerosi circuiti cerebrali, coinvolti nelle emozioni, nel movimento e nella conoscenza. E che dire della musicoterapia, utilizzata per favorire il recupero di funzioni di tipo cognitivo, emozionale e sociale nonché per rallentare il decorso di alcune patologie. Non solo. Secondo il musicoterapeuta Fabien Maman e il suo team di collaboratori, la musica sarebbe in grado di modificare persino la struttura fisica dell’organismo agendo direttamente sulle cellule, incluse quelle tumorali. Attraverso le sue ricerche, Maman ha immortalato cellule esposte a determinati suoni nel prima e dopo. I suoni, compresi tra i 30 e i 40 decibel, venivano emessi a 30 cm di distanza per una ventina di minuti e fotografati tramite camera Kirlian e microscopio ogni minuto. Nel corso degli esperimenti si è notato un cambiamento radicale nelle cellule e nei rispettivi campi magnetici. In particolare le cellule cancerose sono letteralmente esplose man mano che il suono si espandeva ricorrendo a scale musicali, provocando uno spostamento della membrana cellulare dal centro alla periferia. Maman ha spiegato: “l’esplosione è il risultato della risonanza tra i suoni che inviamo e le particelle elementari contenute nella struttura interna della cellula. L’accumularsi del suono crea quindi all’interno della cellula una dissonanza intollerabile”. Mentre non erano sottoposte ad alcun suono, le cellule posizionate sul vetrino si espandevano aumentando di volume; quando invece il suono era presente, la loro crescita risultava limitata. Maman ha notato che le cellule sane tendono a sincronizzarsi con il suono senza problemi, assorbendo la sua energia e restituendola all’esterno, mentre quelle cancerogene trattengono l’energia della frequenza sonora rivelandosi in tal senso rigide a livello strutturale. Ma il suono rivelatosi più efficace è stata la voce umana che rispetto ad altri suoni, si caratterizza per la presenza della volontà di chi canta, quindi include una risonanza spirituale. Ovviamente solo alcuni suoni e vibrazioni sono in grado di farlo. La medicina vibrazionale si basa proprio su questi presupposti e, per individuare i vari disturbi, studia le frequenze energetiche derivanti da diverse fonti quali il suono, i raggi X, le onde radio e via dicendo. In quest’ottica tutto è vibrazione. Scopri di più e sperimenta i Benefiche  Composizioni Suonoterapiche raccolte in MEMORIES. Kreandi Productions

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